Carla Di Carlo

Nell'indagine grafologica c'è tutto un processo in cui unico attore è lo scrivente. Il grafologo non fa altro che 'leggere' l'autointerpretazione che il soggetto realizza e fissa sulla carta, come in un filmato, con il movimento scrittorio.

...gesto grafico sta ad indicare non ogni atto scrittorio, ma quello che viene realizzato in maniera automatica quanto ai movimenti: nel gesto grafico di cosciente c'è solo il pensiero che si vuole comunicare... si pensa non solo con il cervello, ma contemporaneamente anche con la periferia sensitiva, con la periferia sensoriale…

Lo scritto è pensiero prodotto e filmato dal cervello stesso il quale fa tutt'uno con la mano scrivente. (N. Palaferri)

Grafologia peritale-giudiziaria

L'osservazione grafologica si rivolge alla globalità del movimento inconscio personale, cogliendo l'individuo nella sua dinamicità. La scrittura è uno dei mezzi con i quali la società cresce e pone
le basi per il suo progresso economico e relazionale. Perché meravigliarsi se uno strumento così ricco di possibilità viene adoperato con scopi antisociali?

La falsificazione grafica investe praticamente tutti i campi in cui la scrittura è elemento espressivo
di rapporti e mezzo di convalida degli stessi: testamenti, atti pubblici, scritture private, assegni, cambiali…

Anche quando il gesto grafico si fa studiato e attento, sia per imitare che per alterare, emergono indici grafologici imputabili ai dinamismi primari della personalità e comunque difficilmente controllabili…
(F. Giacometti)

La strumentazione tecnica ha un'importanza fondamentale e decisiva…

Grafologia famigliare e delle relazioni

Se c'è un campo in cui la singolarità individuabile si manifesta in tutta la sua forza per indirizzare
il cammino vitale, questo è il campo dell'attrazione, che unisce insieme le persone.

Somiglianza e integrazione rappresentano le costanti su cui può esser valutata la compatibilità
(F. Giacometti)



Una famiglia...

Educazione e Rieducazione della scrittura

Secondo Julian de Ajuriaguerra, uno dei primi studiosi di disgrafia, cioè della difficoltà di scrivere, ognuno ha un proprio stile personale, anche nell'essere disgrafico. Cinque sono i tipi di disgrafia, caratterizzati ognuno da precise sindromi grafiche: i rigidi, i molli o astenici, gli impulsivi, i maldestri, i lenti precisi : «on peut poser l'hypothèse qu'à chacun de ces types graphiques correspond une structure caractérielle donnée. La confirmation de cette hypothèse devrait permettre une differenciation plus adéquate des méthodes de rééducation: mieux adaptées à chaque enfant dans son individualité propre, elles devraient alors atteindre une efficacité maximum». Ancora: è necessario che il bambino comprenda che la scrittura, come il linguaggio, è un mezzo di comprensione reciproca e «que si les lettres sont des signes et comme tels doivent être lisibles, leur liaison leur permet de devenir langage et leur déroulement ordonné récit»: segno, insieme collegato di segni e progressione ordinata stanno a lettera, parole e frasi come a morfema, linguaggio e storia.
Secondo Robert Olivaux, altro pionere del campo, la trasformazione della scrittura attraverso la rieducazione, senza che il rieducatore intervenga direttamente in questa trasformazione… permette un recupero della fiducia in sé, una strutturazione quando non ristrutturazione della personalità: «Les conditions principalement motrices d’exécution de l’écriture, ce que nous appellerons "fonction instrumentale", constituent la base indispensable aux autres fonctions; la communication que l'écriture porte, "fonction relationelle", s'établit sur la fonction instrumentale. Une troisième, celle de "représentant" de la personnalité, s'élabore dans l'édification et l'interaction des deux premiéres; elle en est l'issue, la résultante… Le rôle de signal psychologique, "fonction symptomatique", peut s'installer subtilement à chaque niveau».



Qualche esempio…

Mi presento

Sono nata nel 1966, infanzia a Monte Cerignone, Montefeltro. Ho frequentato il Liceo classico a Urbino, poi Lettere moderne – sezione filologica a Bologna. Quindi la Scuola speciale per Archivisti e Bibliotecari alla Sapienza di Roma. Due tesi, la prima in Storia del libro, la seconda in Storia delle biblioteche.
Poi la grafologia: i corsi all’Istituto Grafologico Moretti di Urbino di Grafologia generale, famigliare e delle relazioni, peritale-giudiziaria. Quindi la Scuola di Educazione e Rieducazione della Scrittura dell’Angris, conclusa con la tesi sulle diverse tipologie di disgrafie a confronto con tipologie grafologiche e non.
Ho lavorato tanto in editoria (da vent’anni curo le Edizioni e l’Archivio storico del Rossini Opera Festival di Pesaro), ho insegnato un po’, ho studiato e scritto qualcosa su quello che mi è piaciuto.

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